PDF

Il documento pronto per la stampa, dovrebbe essere fornito dal cliente o generato internamente in formato PDF/X con incorporato l'intento di output specifico per l'attesa di stampa, come richiede espressamente la nuova norma ISO 12647-2:2013.

Il PDF/X è uno standard ISO, realizzato e ottimizzato per le arti grafiche, a cui è stato imposto delle regole restrittive per facilitare lo scambio dei file tra le aziende coinvolte nella produzione e nella stampa di lavori grafici. È definito anche “Blind Exchange” per lo scambio senza problemi, una condizione molto richiesta dagli operatori ma non sempre realizzata. Tutti gli strumenti software professionali che normalmente sono impiegati per gestire i file PDF, funzionano allo stesso modo anche con i file PDF/X.

Questo standard è nato nel 2001 e ad oggi è suddiviso in più versioni. Senza stare a elencarli tutti, si può dire che i più diffusi sono il PDF/X-1a (ISO 15930-4:2003) che ha largamente dominato la scena degli ultimi anni e il PDF/X-4 (ISO 15930-7:2010) che si sta un po’ alla volta sostituendo a quest’ultimo in virtù della sua maggiore flessibilità nella gestione delle trasparenze, dei livelli e degli spazi colori alternativi al classico CMYK.

Questa premessa mette un punto fermo da cui partire per analizzare a fondo il percorso che porta alla gestione di un buon PDF/X, ma soprattutto su come evitare le problematiche che accadono più frequentemente in produzione.

Un'approfondita analisi su questi aspetti, è disponibile nella guida GWG2015 PDF/X workflow, nella presentazione utilizzata durante il ciclo di incontri promossi da TAGA Italia presso gli Istituti Tecnici Grafici e negli articoli pubblicati dalla rivista Italia Grafica, organo ufficiale di Assografici.


GWG2015 PDF/X workflow disponibile in italiano

PDFX-ready Online Tools

I futuri standard nel Packaging

La gestione del file per evitare sgradite sorprese

PDFX-4, trasparenza e ottimizzazione colorimetrica